Senz'altro il simbolo della mancata democrazia cinese rimane Tiananmen. La piazza dove il 4 giugno del 1989 la protesta di migliaia di studenti per un governo più attento alle difficoltà economiche della gente e propenso alle riforme finì dopo 35 giorni con i carrarmati e l'esercito a sparare sulla folla. Il numero di morti è imprecisato, le conseguenze di quella vicenda sulla coscienza collettiva della Cina sarà al centro dei tanti servizi che vedremo tra giornali e televisioni tra poche settimane, nel ventennale del Massacro. Io stesso ho messo in cascina diverse interviste nei mesi scorsi con i protagonisti di allora e li ho messi a confronto con la generazione di oggi, i ventenni la cui conoscenza di fatti che rimangono macigni per la Cina è davvero limitata. Vi do due anticipazioni.
La prima riguarda l'altro giorno. Ero a lezione di cinese, il discorso è caduto su Tiananmen. La mia insegnante, Linda, una cinese di più o meno 35 anni, mi fa: ero in piazza vent'anni fa. Mi incuriosisco, dice di essere stata li tra il 1 e il 5 maggio, dunque poco dopo che gli studenti occupassero Tiananmen (il 25 aprile) e ben prima che la situazione si complicasse. Le dico, con un battuta infelice. "Beh, tua madre ha fatto bene a pregarti di andare via, ti sei evitata i carriarmati!". Lei cade dalle nuvole. Come? "Si, i carri armati mandati in piazza e i soldati che hanno sparato sui ragazzi....", le faccio, con qualche delicatezza in più. Davvero? Hai le foto? Prova a connettersi su Internet, mentre farfuglia che in quel maggio di 20 anni fa le notizie che arrivavano erano le voci di qualche problema tra gli studenti e il governo e i servizi tv edulcorati dalla propaganda. Uso un proxy e le mostro la foto del ragazzo davanti al carro armato. Linda è sconvolta e mi ringrazia per averle svelato la sorte dei suoi compagni....
Non ho fatto altro che riferirle quello che fuori dalla Cina tutti sanno. Qui è un segreto di stato. Ben più informata è Duihua, una fondazione che lavora tra gli Stati Uniti e la Cina monitorando il sistema giudiziario cinese. Proprio oggi che si è saputo che uno dei leader degli studenti, Zhou Yongjun, 41 anni, è stato riarrestato nel settembre scorso mentre dagli Stati Uniti provava a rientrare in Cina - Duihua ha diramato il bilancio di quanti ancora sono in carcere per i fatti di piazza Tiananmen. Circa trenta, meno dei sessanta che si pensava.. Eppure sono passati vent'anni e il governo cinese non ha ancora rielaborato il proprio passato. Sono tanti i dissidenti a sostenere che questo processo pubblico non avverà facilmente, ne vale l'esistenza stessa del Partito comunista, ma certo fa effetto leggere nei dettagli i nomi, le sentenze e le condanne di questi prigionieri politici.
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