Era appena uscito dal negozio di elettronica dove lavorava a Guangzhou, nel sud della Cina, con una batteria nuova di zecca e appena caricata nel cellulare. L'uomo ha fatto poi giusto in tempo a metterlo nella giacca, in una tasca all'altezza del petto, che il telefonino è esploso. I frammenti hanno reciso la carotide e il malcapitato, una ventina d'anni, è morto dissanguato in pochi minuti. Non è il primo caso da queste parti, dove qualsiasi aggeggio tecnologico a partire dalle batterie appunto è spesso con buona probabilità falso. Due anni fa un'altra persona era morta alla stessa maniera nel Gansu, ovest del paese, mentre un uomo, sempre a Guangzhou, aveva subito ustioni al petto dopo che il cellulare gli era esploso in mano. Alcuni media locali tuttavia accreditano un'altra versione, su cui sta indagando la polizia. L'uomo portava con sè dell'esplosivo di produzione artigianale. Il telefono in frantumi sarebbe dunque solo una conseguenza dell'esplosione, seppure sono stati quei frammenti di metallo a recidere la carotide sinistra. Il caso si fa ancora più oscuro a questo punto. Che ci faceva un impiegato con dell'esplosivo e, pare, anche alcuni munizioni addosso? La Cina vive solo marginalmente il terrorismo islamico o indipendentista. Eppure ha una serie di precedenti di comuni cittadini capaci di gesti clamorosi di protesta contro le autorità locali. L'ultimo caso di recente a Shanghai, dove un uomo si è fatto lasciare da un taxi davanti ad una stazione di polizia e poi ha tolto la camicia per mostrare l'esplosivo legato al petto e minacciare le guardie, causando inavvertitamente l'esplosione (di cui è stata la sola vittima).
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