I templi cinesi servono agli affari
Il tempio di Shaolin, la culla delle arti marziali cinesi da circa 1500 anni, sta per aprire delle "filiali" in Australia e a Vancouver, la città canadese che ospiterà le prossime Olimpiadi invernali nel 2010. Il monastero buddista, nella provincia centrale dello Henan, è già una forte attrazione in patria e all'estero. I monaci campano infatti, oltre che su cibi e medicine naturali da loro prodotti, grazie alle performances per turisti e a veri e propri film di arti marziali, sempre molto popolari.
Non sorprende che tutto diventi commercio o convenienza. L'ho toccato con mano in questi giorni di festa in Cina per Capodanno lunare o Festa di Primavera. Sapevo che i cinesi sfruttavano i primi giorni dell'anno per andare nei templi, buddisti e taoisti, a chiedere fortuna per l'anno nuovo. Quando degli amici mi hanno portato come tradizione al Ditan (il Tempio della Terra) sono rimasto sopreso dalla miaohui. Come dice la parola, quello che ho trovato è stata proprio una fiera. Pelouches in palio per i tiratori più abili, chincaglierie varie sulle bancaralle per famiglie e bambini. E poi cibarie di ogni tipo: spaghetti, hot dog, spiedini di agnello o di scorpione. Siamo in un tempio o in un luna park? Allora mi sono spostato al vicino Tempio dei Lama, in cerca di un po' di religione. Folla della grandi occasioni anche qui. Per che cosa pregano?
Chiamapechino. Rispondono a queste domande un anziano signore alla fiera e un ragazza al tempio.
Vediamo gente inginocchiarsi tre volte bruciando incensi nelle mani giunte, offrire frutta e pregare le divinità in diversi padiglioni del tempio, una volta per chiedere protezione per la casa, in un altro per la salute, in un altro ancora per il denaro, eccetera. Dunque non sono proprio dei credenti (come nel caso della mamma della ragazza che viene a pregare una volta all'anno) ?
Chiamapechino. Risponde uno dei miei accompagnatori, Qu Lei.
Venire al tempio è dunque per molti una usanza di convenienza, frutto del pragmatismo di questo popolo, secondo Lei. Non è da giudicare negativamente. Anzi, una spiegazione interessante la offre nel suo blog Gabriele Battaglia, parlando di un libro appena uscito "Pensare con la Cina" di Francois Jullien. " ... L’idea di progresso lineare è tipicamente occidentale. Per la Cina esiste invece il Dao, la via, che non ha un fine specifico. Ha più a che fare con un’armonia circolare del mondo. Allo stesso modo, non esiste un dio ma non è necessario neppure un ateismo, perché dio semplicemente “non è pensato”...".
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