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Bali Express

Intanto per aprire il lettore audio: Eppure_soffia (P.  Bertoli)

L’ultimo treno per il post Kyoto, cioè il 2012, è in partenza da Bali. Tra accordi e disaccordi dovrà essere comunque ogni singolo paese, secondo piani globali o solo nazionali, ad attuare politiche per ridurre le emissioni inquinanti. E allora, come si sta comportando il secondo inquinatore al mondo dopo gli Stati Uniti, la Cina?

                                                                                                                           Chiamapechino. Risponde Dermot O’Gorman, responsabile dei programmi cinesi del WWF

Il governo cinese ha fissato per il 2010 un incremento dell’efficienza del 20%. E sta investendo una montagna di denaro, seconda solo alla Germania, in tecnologie pulite. Soprattutto sull’eolico. Meno sul solare, dove però le aziende cinesi vendono pannelli a basso costo a mezzo mondo. Appunto, quale può essere il ruolo del  mercato a favore del clima?

Chiamapechino. Ancora Dermot O’Gorman, responsabile dei programmi cinesi del WWF

Grazie al protocollo di Kyoto un’azienda  può acquisire il diritto ad inquinare di più , se finanzia progetti verdi in paesi in via di sviluppo. Diritti, certificati, che possono anche essere rivenduti. La Cina fa da sola la metà del mercato di questo meccanismo virtuoso. Per ognuno di noi, potrebbe essere lo stesso con la carbon tax, riproposta dal  recente premio nobel per la pace, Al Gore. Chi vuole consumare qualcosa che fa più danno all’ambiente, paghi semplicemente un prezzo più alto.