Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

I Pinguini e il Carbone

Pinguini Il riscaldamento globale scioglie i ghiacci e mette al rischio la sopravvivenza dei pinguini dell’Antartide. Non vorremmo fare la stessa fine tra qualche centinaio di anni. Ecco allora i governi dei vari paesi del mondo discutere a Bali, in Indonesia, i limiti alle emissioni di gas serra nel 2012, quando il protocollo di Kyoto scadrà. Gli Stati Uniti, che non aderiscono, lamentano i costi econonomici dello sforzo. I paesi in via di sviluppo, che non sono vincolati ai limiti di Kyoto, dicono che la colpa non è la loro.

Carbone_2 Non si troverà un grande accordo stavolta.  Allora ognuno almeno pensi per sè in modo oculato. Se la Francia emette solo 6,6 tonnellate di CO2 per persona (rispetto alle 10 della Germania o alle 2o degli USA) è perchè ha puntato da tempo sul contestato nucleare.  Quale è la strada per la Cina, che oggi oggi è nella media mondiale di 4,6 tonn/pp di CO2 all’anno ma cresce tre volte più della media (andando a carbone)?

Gore_3 L’invito del recente premio Nobel per la Pace, Al Gore, è stato a Usa e Cina di fare di più e a tutti di introdurre una "carbon tax", per indurre con prezzi maggiorati un minore consumo di beni "inquinanti".  La SEPA, l’agenzia statale cinese per l’Ambiente, ha dichiarato il mese scorso che la misura è allo studio. Nel frattempo, alcune constatazioni.

Mulini 1. L’economicità del carbone è tale in Cina che conviene puntare su centrali e miniere efficienti, più che invocarne l’abbandono 2. Il programma nucleare in corso avrà scarsi effetti nei prossimi venti anni 3. Alcune cose competono allo Stato: la legge locale sulle Energie rinnovabili dal 2005 ha dato un grosso incentivo in Cina alle risorse eolica e solare (nella cittadina costiera di  Rizhao il 99% delle case del centro è dotata per legge di pannelli solari).

Per il resto potrebbe esserci il mercato. Il meccanismo CDM di Kyoto ha introdotto una soluzione: le aziende vincolate dalle quote di emissioni fissate per il proprio paese, o altre che vogliano sempliBorsa_2_2cemente rivenderseli, possono guadagnare "crediti"  investendo in progetti ambientali in paesi di sviluppo (per una spiegazione più esauriente vai qui).   La Cina è oggi il paese dove si genera il maggior numero di crediti, attraverso circa 800 progetti. E’ un meccanismo che funziona? Finora la compravendita di certificati non ha ridotto le emissioni in Europa. Però sta finanziando l’avanzamento delle tecnologie per l’ambiente da queste parti. La domanda è: considerate le esigenze di partenza, i vincoli strutturali e il necessario ruolo dello Stato, quali possono essere le leve del mercato per non diventare dei pinguini?