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Cina, prove generali di società civile: Internet

(Per tutta la durata del post puoi mettere su un po’ di musica B. Eno – Spider and I)

Animal_farm_stella Nella Fattoria degli Animali di George Orwell sono i maiali a guidare la ribellione degli animali contro l’uomo e poi a infrangerne il sogno di libertà instaurando una tirannia. Il riferimento letterario, se accostato alla Cina, si presta a diverse interpretazioni. Stavolta, serve solo a introdurre l’accostamento fortuito tra maiali e regime. Chi dice la verità in questo paese?

Nelle scorse settimane era uscita la notizia che i maiali destinati a diventare i pasti degli atleti durante le Olimpiadi vengono allevati con particolari attenzioni dopo i recenti scandali alimentari. Le ironie sulla Rete si erano sprecate (del tipo: "si bada più a un maiale che a un minatore!"). Al punto che il Comitato olimpico di Pechino 2008 è arrivato a negare la notizia, giudicandola  "falsa" e con "conseguenze sociali negative".  La fonte dell’informazione era però abbastanza attendibile: lo stesso fornitore ufficiale di carne suina delle Olimpiadi, la Qianxihe Food Group.

Shaanxitiger_5 Dopodichè è venuta la tigre. Una specie, quella della Cina del Sud, che si vede solo in cattività da oltre vent’anni, riapparsa all’improvviso nelle foto di un contadino. Le autorità hanno celebrato la lieta notizia. Qualche scrupoloso o buontempone su Internet, avvezzo a Photoshop, ha rivelato invece che gli scatti erano stati fatti a un modello di cartone. Ancora più grave sarebbe la rivelazione, se fosse vera, che le riprese della superficie lunare inviate dall’acclamato satellite cinese, il Chang’ e 1, siano delle spudorate copie di precedenti fotografie della Nasa. Le autorità hanno negato. L’idea che possa essere stata tutta una montatura fa addirittura sorridere, amaramente. Oltre a ricordare un geniale film degli anni ’70, Capricorn One.

Zhai_ming_lei_9 Allora chi dice la verità? Probabilmente la Rete, i navigatori, i blogger. Stanno dando vita ad un abbozzo di società civile in Internet, tramite una informazione wiki sul modello occidentale. La censura però non abbassa la guardia. A luglio scorso gli ufficiali del ministero della Sicurezza erano andati nella redazione della rivista Min Jian, impegnata su temi sociali, a sequestrare cinquemila copie e chiudere bottega. Questo 34enne di Shanghai, ex giornalista del Southern Weekend, era ripartito da Min-Jian.org. Fino a venerdì scorso quando i Controllori sono tornati da Zhai Ming Lei e gli hanno messo la casa sottosopra. Degli hard disk con tutto il suo lavoro rimane ben poco (per un resoconto completo dell’accaduto, clicca qui). Quando la censura non passa dalle direttive, date ai giornali e ai siti web, o dai filtri della Grande Muraglia che blocca i contenuti stranieri, passa proprio dalle mani. Tra le numerose testimonianze su Internet e la forza delle autorità politiche è un vero braccio di ferro ormai. Vedremo chi resisterà più a lungo.