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Cina, prove generali di società civile: le proteste

Shenyang3 Iniziamo dalle formiche. Negli ultimi otto anni lavoratori disoccupati e contadini di Shenyang (provincia del Liaoning, nord della Cina) hanno investito in una compagnia che produce un presunto afrodisiaco estratto dalle formiche. Una società, la Yilishen Group, con buoni contatti nel governo e uno spot televisivo affidato a un noto comico, prometteva dividendi per 3250 yuan ogni 10mila investiti (quasi mille euro). Tutto bene fino a quest’anno. I dividendi non sono stati pagati e la gente è scesa in piazza a manifestare davanti alla sede del governo, la scorsa settimana. Migliaia di rispamiatori, che invocavano la responsabilità delle autorità locali chiedendo di essere compensati, si sono scontrati con centinaia di poliziotti. Nessun ferito. E’ l’ennesima vicenda che mostra come, tra le proteste registrate ogni anno in Cina (l’anno scorso, 23mila secondo stime ufficiali), stiano emergendo le iniziative della classe media. Alcune testimonianze su Internet sono ancora disponibili qui  (salvate, prima che venissero quasi tutte cancellate d’autorità).

Hivprevalencemap4 Continuiamo con l’Aids. Sempre la settimana passata, sono state arrestate a Pechino 15 persone che protestavano contro il divieto di accesso alle proprie cartelle cliniche in alcuni ospedali dello Henan. Pazienti ammalatisi, dopo essere stati infettati dal virus Hiv durante trasfusioni di sangue o parti cesarei. Questa provincia, nella Cina centrale, è diventata famosa negli anni ’90 proprio per l’epidemia di Hiv tra i contadini che vendevano il sangue in laboratori mobili provvisti di siringhe non sterili. Nonostante le aperture degli ultimi anni le autorità sono ancora molto diffidenti sul tema, soprattutto quando il contagio coinvolge un altro argomento sensibile da queste parti, l’omossessualità. Secondo dati ufficiali, i portatori cinesi di Hiv sono 650 mila e quest’anno stanno crescendo, ha dichiarato il Ministro cinese per la Salute, al ritmo di tremila nuove infezioni al mese.